Ecopneus fa gli straordinari

Tremila tonnellate oltre il proprio target di legge. È il quantitativo di Pneumatici Fuori Uso che Ecopneus intende raccogliere entro il 30 ottobre. In questo modo, il consorzio punto di riferimento per la gestione dei PFU in Italia contribuirà a ridurre alcune criticità del sistema che è causa di forti sofferenze per i gommisti. Questo intervento straordinario si concentrerà nelle Regioni che hanno accumulato grandi ritardi nella raccolta ordinaria: Veneto, Trentino-Alto Adige, Friuli Venezia Giulia, Lazio e Campania.

Gran parte delle criticità segnalate dagli operatori sono dovute alle vendite irregolari di pneumatici. Si stima siano 20/30mila le tonnellate di pneumatici frutto di transazioni illegali ogni anno, che non sono quindi associate al regolare pagamento del contributo ambientale indispensabile per la copertura dei costi di gestione, e che alterano il conteggio dei target di raccolta. Senza contare che questi ingenti quantitativi vanno a intasare i depositi dei gommisti generando un potenziale rischio ambientale in caso di incendio. Secondo Ecopneus, l'ammanco di contributi è di circa 12 milioni di euro l'anno, cui si accompagna un'evasione IVA di 80 milioni.

Nel 2017, Ecopneus ha gestito 241.484 tonnellate di Pneumatici Fuori Uso, raccogliendoli presso 26.000 punti di generazione registrati in tutto il Paese, esaudendo oltre 65.000 richieste di prelievo. Grazie all'impiego della gomma riciclata che si ottiene dal trattamento dei PFU, l'Italia ha risparmiato 142 milioni di euro sull'importazione di materie prime, ed evitato l'emissione in atmosfera di 364mila tonnellate di CO2.

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