Ottobre, mercato auto ancora giù

In recupero sul -25,3 per cento di settembre 2018, ma in calo del 7,4 per cento rispetto allo stesso mese dell'anno scorso: è l'andamento del mercato auto di ottobre che chiude con 146.655 vetture immatricolate. Questa contrazione è dovuta, nell'analisi del Centro Studi Promotor, ai residui effetti dell'introduzione dal primo settembre del nuovo sistema di omologazione WLTP e alla frenata sui chilometri zero attuata da alcune Case per privilegiare la remuneratività del business. Il consuntivo dei primi dieci mesi dell'anno è di 1.638.364 nuove targhe, il 3,2 per cento in meno nel confronto con lo stesso periodo del 2017.

Considerando che il complesso della spesa per l'acquisto e l'esercizio di autoveicoli sfiora nel nostro Paese l'11 per cento del Pil, "sarebbe veramente deplorevole", ha commentato Gian Primo Quagliano, presidente del Centro Studi Promotor, "se il suo apporto fosse ostacolato da politiche penalizzanti come la recente intenzione (poi rientrata) di creare difficoltà nell'utilizzazione dei diesel Euro 4 o come l'esclusione degli investimenti in auto aziendali da dare in benefit dalle agevolazioni previste dal progetto di Legge di Bilancio per la tassazione del reddito delle società".

"Per quanto l'obiettivo prioritario delle Amministrazioni centrali e locali dovrebbe essere quello di rinnovare il vetusto parco auto italiano", ha osservato Michele Crisci, presidente di Unrae, "i provvedimenti introdotti, fra loro scollegati e, in alcuni casi destinati più a demonizzare alcune motorizzazioni rispetto al più alto obiettivo ambientale, non fanno altro che generare incertezza nel consumatore che - in molti casi - rimanda il momento di scelta e sostituzione della vettura e non supporta il processo virtuoso di ammodernamento del parco circolante".

Dal canto suo Aurelio Nervo, presidente di Anfia, ha annunciato che "Anfia, con le altre associazioni che rappresentano il settore automotive, Unrae e Federauto, ha recentemente inviato al Governo un documento che offre delle riflessioni sul tema della mobilità a basse emissioni e sulla delicata fase di transizione che condurrà a nuovi assetti produttivi e distributivi, in considerazione dell'evoluzione della normativa europea, delle peculiarità del parco circolante e dello sviluppo del sistema infrastrutturale del nostro Paese. Il documento presenta delle proposte che le associazioni sperano di poter congiuntamente rappresentare e discutere con le istituzioni".

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