Rete stradale: serve piano straordinario

Per rimettere gradualmente in sicurezza la rete stradale in Italia occorre un piano straordinario che nei prossimi 5 anni porti quasi a un raddoppio degli interventi, passando dai 12mila chilometri di strade manutenute nel 2017 a oltre 22.500 su un totale di 670mila chilometri e aumentando la spesa dagli attuali 1,6 miliardi di euro a 3,8 all'anno.

Gli impatti ambientali potrebbero essere ridotti, puntando su interventi innovativi e tecnologie esistenti, tagliando le emissioni di gas serra che calcolate sul ciclo di vita passerebbero da 3,7 a 3 milioni di tonnellate di CO2 equivalente, con una riduzione ogni anno di 660mila tonnellate rispetto a interventi tradizionali, evitando il prelievo di 35 milioni di tonnellate di conglomerati da materia prima vergine.

È quanto emerso nel corso della presentazione dell'anteprima dello studio condotto dalla Fondazione per lo sviluppo sostenibile e dall'Associazione strade italiane e bitumi (Siteb), illustrato nel corso di Asphaltica World, il Salone dedicato alle infrastrutture stradali e alle opere di impermeabilizzazione a Roma.

Dal 2006 a oggi secondo Siteb sono mancati interventi di manutenzione, ordinaria e straordinaria, delle pavimentazioni stradali su circa 90mila chilometri per un valore economico complessivo di oltre 12 miliardi di euro. Per realizzare il piano straordinario ci sarebbe la posa in opera di 55 milioni di tonnellate di conglomerato ogni dodici mesi e in trent'anni si interverrebbe su 660mila chilometri di strade, praticamente l'equivalente della intera rete nazionale di strade asfaltate.



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