Autostrade, Tutor disattivato

Una buona notizia? Non per l'Asaps - Associazione sostenitori Polstrada, secondo cui "insieme ai Tutor rischia di spegnersi anche il livello della sicurezza stradale". Allarmanti, tanto per citare l'ultimo dato disponibile, le 27 vittime sulle strade che si sono contate nello scorso fine settimana, record negativo del 2018.

Ma tant'è. Per effetto della pronuncia della Corte d'appello di Roma, che ha rigettato l'istanza di sospensione della disattivazione del dispositivo, il sistema di controllo della velocità sulle autostrade è stato disattivato. Paradossale che a far finire il Tutor sul banco degli imputati sia stato non un automobilista dall'acceleratore allegro ma un contenzioso su un brevetto: nel 2006 una piccola ditta toscana, la Craft di Greve in Chianti (Fi), ha infatti sostenuto che Autostrade avesse copiato un suo brevetto; i giudici le hanno dato ragione e la contromossa di Autostrade per l'Italia che ha impugnato la sentenza si è risolta nella disattivazione del sistema.

Ovviamente, Autostrade per l'Italia e Polstrada hanno annunciato che "continueranno, ciascuna per gli obblighi specificamente loro imposti dalla legge, ad avere cura della sicurezza e della incolumità dei cittadini che viaggiano in autostrada". Inoltre, entrambe stanno lavorando per l'attivazione in via sperimentale del nuovo sistema SICVe PM, approvato con provvedimento del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti numero 3338 del 31 maggio 2017. Sperando che non faccia la stessa fine del Tutor.

L'Asaps da parte sua ha auspicato che "prevalga il buon senso fra gli automobilisti per evitare che le autostrade tornino a vedere il costante incremento della velocità e il prevalere dell'arbitrio di quanti sono alla guida di vetture potenti".

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