Veicoli commerciali: 2018 con segno meno

Dopo un primo semestre con vendite allineate a quelle del 2017 e un forte peggioramento a partire da settembre, complice una non completa disponibilità di prodotti rispondenti alle nuove norme di omologazione, entrate in vigore il 1° settembre per gli autocarri di fascia di peso più bassa, i veicoli commerciali chiudono l'anno 2018 con una flessione del 6,3 per cento.

Sono stati, infatti, 182.100 gli autocarri con ptt fino a 3,5t venduti nel corso del 2018, oltre 12.000 unità in meno delle 194.269 immatricolate l'anno precedente. Nel solo mese di dicembre la contrazione delle vendite è stata pari all'11,6 per cento con 20.723 veicoli venduti rispetto ai 23.446 del gennaio-dicembre 2017. Sul fronte delle motorizzazioni, il 92 per cento delle vendite ha interessato veicoli diesel che, comunque, evidenziano una riduzione dei volumi del 7,3 per cento a 148.264 unità vendute.

Parallelamente nel periodo in esame cresce la benzina (+38,2 per cento), con quasi un punto in più di quota sul totale (2,9 per cento). Incremento a due cifre anche per le immatricolazioni di veicoli a metano, che si collocano al 2,6% per cento di quota e dei veicoli elettrici, appena allo 0,4 per cento del totale. Aumento dell'1,5 per cento del Gpl, stabile all'1,9 per cento del mercato, mentre flettono le vendite dei veicoli ibridi che, comunque, rappresentano lo 0,3 per cento del mercato dei veicoli commerciali. 

"Contrariamente alle attese di inizio anno - afferma Michele Crisci, Presidente dell'Unrae, l'Associazione delle case automobilistiche estere - l'indisponibilità di prodotto e l'incertezza degli operatori in un contesto macroeconomico di rallentamento, ha riportato un altro segno meno nel mercato dei veicoli da lavoro, facendolo tornare ai livelli del 2010. In questi ultimi 8 anni - ha concluso Crisci -, solo il 2016 e 2017 sono riusciti a recuperare i drammatici cali, posizionandosi intorno alle 200mila immatricolazioni".



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