Gli Alfieri in viaggio premio
in Madagascar. Che coppia!

"Dont'stop me now" canta la maglietta indossata da Lorenzo Villani. Un invito a cui il suo viso risoluto aggiunge il punto esclamativo. In viaggio premio in Madagascar insieme al nonno Roberto, di cui è nipote d'arte, il giovanissimo aspirante imprenditore toscano archivia un'altra bella esperienza con il Cdrt dopo la crociera sul Baltico e Marsa Alam. Ha diciassette anni e mezzo, Lorenzo, si divide tra scuola e bottega, ed è evidente già oggi che Officina Alfieri di Calenzano (Fi) sarà per lui un trampolino di lancio.

Intanto che cosa studi?
Meccanica e meccatronica, sono in quarta superiore all'Istituto Tecnico Tullio Buzzi a Prato. Sin da piccino sono sempre stato un curiosone, la mia nonna Lea mi dice che smontavo le macchinine del caffé per capire com'erano fatte e come rimontarle. Non sono i motori in sé che mi appassionano ma la meccanica, la progettazione... Non vorrei fare il classico ingegnere meccanico, mi garberebbe di più l'automazione industriale.
Con l'alternanza scuola-lavoro si farà diritto, economia aziendale, oltre agli incontri preparatori o con le aziende, o anche le fiere. Intanto, vengo in officina qualche pomeriggio e il sabato, se non vado con i miei amici al cinema o al centro commerciale...

In officina hai un posto prediletto?
Il babbo, Marco, è il responsabile dell'attività di riparazione, ma io preferisco stare dalla parte della vendita, è un settore che mi è sempre piaciuto, e poi ci sono la mamma, Barbara, e il nonno a cui sono molto legato. Non so se qui sono utile, ma in officina babbo ha il compito di organizzare il lavoro, non è lui che ripara direttamente la macchina, e ho paura che la vivrei in modo un po' passivo, senza appassionarmi.

Del Cdrt che cosa sai?
Che è un consorzio di cui parlano molto bene anche i ragazzi di là, in magazzino, perché ci sono ben due consegne al giorno, sono puntuali e nessuno deve più spostarsi per andare dal singolo concessionario a prendere i ricambi.

Sai anche perché in Alfieri si monta originale?
Posso rispondere io (Lorenzo Villani chiede il consenso ai genitori, che stanno ascoltando la nostra chiacchierata telefonica, NdA)? Perché si punta sempre a fare il lavoro al meglio, quindi utilizzando ricambi originali. Si è più tutelati come garanzie e si sa che cosa si sta montando anche se, è inutile nasconderlo, si cerca sempre di accontentare il cliente e per non rischiare di perderlo a volte si deve ripiegare sui ricambi di concorrenza.

Come vedi l'officina della tua famiglia?
In espansione. I titolari sono i genitori e i nonni, poi ci sono un capofficina, due magazzinieri, un accettatore, un'amministrativa, quattro tecnici e un venditore.
Le racconto del mio legame con l'officina con un aneddoto: l'altro giorno a scuola avevo la felpa con la scritta Alfieri e al prof che mi chiedeva chi fosse ho risposto che era la ditta di famiglia. È una cosa che mi ha inorgoglito.
E poi vedo che babbo è maniaco della pulizia e dell'ordine, dice che l'officina è un luogo in cui si lavora ma che deve essere come casa, pulito e ordinato; vedo che arriva attrezzatura nuova tipo smontagomme, ponti, anche computer, e da poco tempo abbiamo fatto la riorganizzazione totale del magazzino. Mi stanno preparando il terreno...

Riesci a immaginare quale sarà un domani il tocco di Lorenzo Villani?
Di preciso non lo so, sicuramente bisogna stare al passo con i tempi (i nostri tecnici sono sempre a fare corsi, uno a Milano, uno a Roma...). Il mercato dell'auto sta cambiando molto, soprattutto in questi ultimi anni con la grande innovazione dell'elettrico. Ma prima del totalmente elettrico, vista anche la mancanza delle infrastrutture, ci sarà l'ibrido.
Piano piano devi affrontare quello che arriva, tra qualche anno benzina e diesel diventeranno tanto vecchie da andare in mano ai generici. E non puoi rischiare di non avere più macchine da riparare...

Ne avete parlato anche in vacanza? Com'è stato il viaggio premio in Madagascar?
La mamma è arrivata a casa e ha detto: "Mi ha chiamato Alessio (Vitali, capoconsorzio del Cdrt, NdA)". E abbiamo capito subito, anche perché avevamo vinto la crociera sul Baltico e il viaggio a Marsa Alam e sapevamo come funzionava...
Io ci tenevo tanto ad andare, si trattava solo di capire chi mi avrebbe accompagnato. Ma, forse, pensiamoci… Poi nonno si è offerto, ha rifatto il passaporto e siamo partiti. Il nonno era contento di avermi, da solo non l'avrebbe fatto un viaggio del genere e io nemmeno. Io l'ho fatto tranquillamente perché non eravamo due turisti da soli ma c'erano sempre i ragazzi del consorzio con noi.
Dei tre viaggi con il Cdrt il Madagascar è stato il più bello, mi ha colpito e insegnato molto, soprattutto per il modo di vivere completamente diverso dal nostro: a un bambino che tornava da scuola - ed erano in 30 su un pullmino da 9 posti - e ci guardava chiedendoci qualcosa senza parlare ho dato quello che avevo in tasca, un bloc notes mezzo usato, e mi ha guardato come se gli avessi dato la Luna. Quel nulla che hanno se lo fanno bastare.
Del Madagascar sapevo solo che era un'isola dell'Africa, ma lo rimuovevo dalla mia testa... Mi è piaciuto un sacco, anche la biodiversità: trovarsi la tartaruga gigante o il lemure sull'albero non credo sia una cosa da tutti i villaggi.

Come ti hanno accolto i compagni di viaggio?
Ci siamo integrati con tutti. Tutto bello, ben riuscito, ben organizzato. Si parlava sì di lavoro, ma io più che dire la mia stavo a sentire quello che dicevano gli altri, non ho altro che da imparare. Il nonno è sempre propositivo, ascolta le nuove idee e poi dice la sua. L'altro giorno si parlava delle auto aziendali: "Nonno secondo te è una cosa da fare o da non fare?", quando il nonno dice "sì, facciamolo" vuol dire che non ci sono problemi. Un saggio vero…

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