Barra a dritta! Fabio Bigazzi
di Autoservice in viaggio premio

Scruta l'orizzonte Fabio Bigazzi, mentre regge il timone immerso nel blu del mare di Santo Domingo. Ed è facile immaginarlo mentre con la stessa perizia governa 'Autoservice', azienda di Scandicci di cui è fondatore e titolare insieme al fratello Mauro. Il primo pensiero va proprio a lui, "a mio fratello che avrebbe dovuto ma non ha potuto partire".

Si è 'sacrificato' volentieri, mi pare...
Di comune accordo abbiamo deciso che non valesse la pena rinunciare - come già avevamo fatto con Marsa Alam - e perdere il 30 per cento dei punti accumulati. Da qui in poi però, se vinceremo ancora partirà solo Mauro!
Io ero già stato a Bali-Singapore, un viaggio che ha lasciato un segno indelebile; per quanti ne potrai ancora fare, sarà difficile eguagliare quello. Un viaggio Super Top davvero! Ma bello anche Santo Domingo, dove né io né mia moglie eravamo mai stati. Abbiamo socializzato, era un bel gruppo, qualche collega lo conoscevo, gli altri li ho conosciuti in viaggio.
Se abbiamo parlato di lavoro? Solo sul pullman, ma una volta sul posto… basta! Ce la siamo veramente goduta.

In Autoservice si comprano ricambi originali per fare punti e vincere?
Se devo dare priorità ai prodotti della rete AsConAuto lo faccio - anche a quelli dei partner, come l'olio o i pneumatici - ma solo se mi servono e se mi vanno bene. Non compro per arrivare primo.
A volte si presenta Claudio (Landriscina, promoter di riferimento, NdA) e mi dice quanto manca per raggiungere un obiettivo. A quel punto, se so che acquisterei il mese dopo tanto vale acquistare subito, ma non compro di più per partire. Vedo che con i volumi ci siamo: soltanto con Renault sono circa 300mila euro l'anno.

Originali sempre e comunque?
Se sono veicoli Renault e Dacia, che vuol dire il 70/80 per cento dell'attività, montiamo solo originale. Per il resto, spesso sono vetture a noleggio e la richiesta è materiale concorrenziale e costo basso. Ma se sono dei nostri marchi, piuttosto ci rimetto ma monto l'originale. I costi ormai si equivalgono, ma con l'originale non corri rischi.

A proposito di Renault, un marchio è per sempre?
Nel 1984, quando abbiamo fondato Autoservice, io lavoravo in Renault Italia. Sul totale ingressi, Renault rappresenta l'80 per cento delle vetture. C'è un salone Renault aperto dal 1980 che canalizza dalle 20 alle 30 auto al mese: lui vende, noi diamo assistenza.
Si lavora molto anche con Arval e Europcar e, in misura minore, con Program, Car Server…
Il giro di lavoro è aumentato, e non solo perché la gente si muove per le feste; è da ottobre che è in aumento. Abbiamo 12-13 tagliandi prenotati giornalmente, ma se arriva il taxista o il fornaio o chi ha l'auto in noleggio, anche se non hanno prenotazione devono lavorare e hanno la priorità. Appuntamenti e urgenze si gestiscono con la grande disponibilità dei nostri dipendenti.  

Quanti?
Sei, quattro operativi e due in amministrazione, oltre a me e Mauro. Un dipendente è andato in pensione e abbiamo assunto un'altra persona di esperienza ma con dieci anni di meno. C'è anche un apprendista che è arrivato da noi dopo aver fatto tre stage con la scuola, gli abbiamo dato fiducia e abbiamo fatto bene, siamo contenti.

Prima di salutarci... Autoservice ha partecipato alla festa per il 18esimo del Cdrt?
Certo! Lavoriamo con il Cdrt da sempre, ci era stato proposto da BI-Auto Toyota e siamo partiti subito. Siamo tra i primi 150 clienti: adesso che ci penso, il nostro nome scorreva sul grande schermo dell'Obi Hall… Una bella festa, organizzata benissimo, bello ritrovarsi tutti insieme. Sono quelle le cose che lasciano il segno. 

E nel quotidiano?
Non ho che da ringraziarli: due consegne al giorno e spesso ordino il materiale alle 10 del mattino e a mezzogiorno ce l'ho qui. A volte non trovo il materiale su Firenze e mi arriva da Arezzo in due ore, non so come fanno ma lo fanno. Anche sul servizio niente da dire, i ragazzi lo vedi che ci tengono, due minuti di ritardo e non sono contenti. È un ingranaggio che funziona perfettamente.

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