Luca Cicali, di Carrozzeria Braschi:
"Garantiamo lealtà e impegno"

"Indietro non si torna". Luca Cicali, insieme al fratello Daniele e al padre Dino, "che è tuttora socio ma non è più operativo", a capo di 'Carrozzeria Braschi' di Bagno a Ripoli (Fi), è netto: "Ritornare a vent'anni fa, andare a prendermi i pezzi da solo, attraversare la città... No no, assolutamente, non riesco neppure a immaginarmi di stare senza consorzio". Dove il consorzio è, naturalmente, il Cdrt.

Clienti della prima ora?
Loro sono sulla piazza dal 2001, noi siamo entrati all'inizio del 2002. Ci ha spinto il servizio che mancava su Firenze, cioè la consegna a domicilio. Non c'era nulla da perdere, si doveva solo provare. Con l'andare del tempo si è visto che la cosa funziona. E poi, oltre al servizio, c'è il rapporto con il promoter: il nostro referente è sempre lo stesso dal 2002, Dante Gori.

Tutto bene anche con le concessionarie (e i magazzinieri)?
Qualcosa che si potrebbe migliorare non ho la presunzione di dirlo io. Se mi domanda oggi che ne penso di un certo marchio, del quale sto aspettando un portellone da 35 giorni… ma è un caso. Ho un buon rapporto con tutti. Mi rispondi meno al telefono? Ti manderò una mail o ti chiederò un cellulare. E comunque l'80 per cento degli ordini lo facciamo con il portale, con Integra, che funziona veramente bene.
Nell'arco di un anno ci sono diverse situazioni che possono rendere un rapporto... cagionevole, ma lo valuti in un anno, non dopo un singolo episodio.

Compra molto originale?
Si parte sempre con l'originale. Poi è naturale che se il cliente vuole spendere meno e lo richiede devi andare sulla concorrenza (o sul ricambio usato, ma solo se lo chiede il cliente). La base di partenza è sempre l'originale: è una questione di facilità di montaggio, di garanzie, di correttezza verso il cliente.
Di testa mia un usato o un ricambio di concorrenza non lo monto, posso proporlo ma per non perdere il cliente. Alla fine, l'85 per cento è originale e il 15 di concorrenza.

Di che clienti stiamo parlando?
Ce n'è di tutti i tipi. Abbiamo ancora la nostra clientela di Firenze, gente che ci ha visto bambini e torna. Il mio babbo è partito nel 1959 come apprendista nella carrozzeria che poi nel '79 ha rilevato. Nel 1984, appena finita la terza media, è entrato mio fratello Daniele; io ho studiato un po', ho fatto ragioneria e mi sono iscritto all'università (statistica). Devo dire che papà all'inizio non ha forzato, poi si è visto che voleva lasciarci tutti e due 'dentro' la carrozzeria.
La prima sede storica era nel centro di Firenze, questa è in comune di Bagno a Ripoli: 550 metri quadrati coperti e 400 di piazzale. Ci lavoriamo io e mio fratello e quattro dipendenti.

Il lavoro gira?
Una quindicina di mezzi a settimana, un 70 per cento di auto e il resto veicoli commerciali. Siamo autorizzati Ford dal 2007, all'inizio è stata piuttosto dura, ma è un marchio che ci permette di collaborare in maniera continua con una concessionaria di riferimento: Ford incide sugli ingressi per un 20-25 per cento. Tutto è migliorabile, ma forse raccogliamo quello che abbiamo seminato. Siamo in crescita.

Lavorate anche con le compagnie assicurative?
Abbiamo sia convenzioni con le compagne assicurative che con le flotte. Ci sono pro e contro come in tutte le cose. Quello che fa piacere è che una buona percentuale di clienti viene perché ce la mandano e torna perché vuole.

Secondo lei perchè vuole? Che cosa trova in Braschi?
Noi, le uniche cose che si garantiscono sono la lealtà e l'impegno. Uno viene qui e quello che dico è quello che penso. Si cerca sempre di fare il meglio possibile, a volte si riesce e a volte no.

p.s. Carrozzeria Braschi partecipa alla campagna incentive AsConAuto L'Originale Ti Premia. Ha vinto l'anno scorso la crociera 'I gioielli del Baltico' e quest'anno il viaggio premium a Santo Domingo.

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