Piero Masini (Carrozzeria Masini):
"Il Cdrt? Una comodità micidiale"

"Quando si fa un lavoro il cliente diventa un amico, se vado al bar di solito non pago il caffè". Sorride anche la voce, a Piero Masini, mentre descrive con un aneddoto il rapporto che lo lega ai suoi clienti e a Rufina, il comune della Valdisieve dove 'Carrozzeria Masini' ha già festeggiato i 50 anni. Quanto a lui, 81enne, ha deciso che andrà avanti "fino alla fine". Il fatto che mi chieda di chiamarlo di sabato pomeriggio, sicuro che lo intercetterò mentre sovrintende all'attività di soccorso stradale, la dice lunga. Mettetevi comodi.

Non è ancora stanco?
Finché riesco sto qui. Ho fondato io la carrozzeria nel 1966, nell'anno dell'alluvione, e infatti è entrata in funzione l'anno dopo. Allora eravamo da un'altra parte, sempre a Rufina ma in un capannone più piccolo: 300 metri quadrati coperti e piazzale.
Ci siamo trasferiti perché eravamo in mezzo alle abitazioni e c'erano troppi problemi. Così, 24 anni fa, abbiamo traslocato in Via Pablo Picasso, nella zona artigianale, in una carrozzeria di quasi 850 metri coperti su due piani; fuori ce n'erano 280 davanti e altri 100 dietro dove si teneva il carro attrezzi. È andata bene fino al 2015, quando mi sono ritirato tenendomi una piccola parte e mettendo insieme mio figlio Marco, mia nipote Betty e un operaio che aveva iniziato insieme a noi. Poi l'operaio se n'è andato, la crisi ci ha tenuto a fare poco per sei-sette mesi e così abbiamo dimezzato gli spazi. Oggi la carrozzeria è più piccola ma molto ben organizzata, e oltre a noi ci sono due operai e un apprendista.

Per quanto lavoro?
In una settimana? Se si contano tutte le piccole cose e quelle più grandi arriviamo a 4-5 macchine, una ventina di lavoretti (lo specchietto, gli alzacristalli...) e qualche furgone (un'azienda nostra cliente ha un parco di 300 furgoni e ne abbiamo sempre uno dentro e uno fuori). Entrano macchine medie, qualcuna piccola e qualcuna abbastanza grossa (c'è parecchia gente che i soldi li ha).
I tre carro attrezzi - che soccorrono in uno spazio grandissimo, fino a Bibione, Marradi, Fiesole - fanno il resto. A seconda di chi va a soccorrere si porta a casa anche il lavoro. Quando andavo io magari 'perdevo' qualche ora ma oltre al servizio portavo a casa anche la macchina.

Siete carrozzeria convenzionata?
Solo con Auto Presto & Bene, di Unipol; è l'unica compagnia con cui è possibile lavorare senza fare stupidaggini: i ricambi ce li mandano loro ma ci pagano la manodopera al prezzo reale di mercato, non sono taccagni.

A proposito di ricambi...
Quando ripariamo macchine che sono ancora in garanzia o che hanno meno di 5-6 anni montiamo ricambi originali. Ma ora ne ho una sul banco, una Pandina di 18 anni, e devo prendere per forza il non originale se no non ci sto dentro.
La fetta maggiore, comunque, è quella del consorzio.

Soddisfatto del Cdrt?
Una comodità micidiale. Senza il consorzio facevo anche due viaggi al giorno a Firenze per andare a prendere i ricambi in concessionaria, e se qualcosa non andava bisognava ritornarci.
Oggi se si sbaglia - e può succedere perché siamo tutti esseri umani - risolve il Cdrt.
Il consorzio è una cosa fatta bene. Già negli anni 70 nella Cna si parlava di fare un consorzio, ma avevano paura di farsi concorrenza da soli. Quando è nato il Cdrt abbiamo aderito subito, chi direbbe di no?
Noi poi qui a Firenze abbiamo un buonissimo rapporto con i ragazzi che portano il materiale e anche i colleghi so che sono tutti contenti di quello che fa il consorzio.

Miglioramenti possibili ne vede?
Non direttamente sul servizio ma sulla consulenza. Molte volte leggo sul vostro giornalino - lo guardo tutto appena arriva, ci 'perdo' anche un'ora - che ci sono dei produttori, i colorifici soprattutto, che offrono consulenza. Mai visto niente del genere in Toscana.
Invece, le concessionarie hanno iniziato a mandare dei loro uomini una volta al mese per sapere se abbiamo dei problemi, come possiamo migliorare... magari si parla di attrezzature da noleggiare, perché l'acquisto per una piccola azienda come la nostra è un investimento insostenibile. Ci vorrà tempo. L'impressione è che al Nord siano più avanti e più rapidi.

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