Gruppo Brandini a Firenze,
con BMW e Mini l'offerta è premium

Quattro generazioni di concessionari sono la miglior risposta alla crisi di un mercato auto per il quale resta alto lo stato di allerta. Gruppo Brandini, un secolo di vita l'anno scorso, è un gruppo sano e la recente decisione di acquisire i marchi BMW e Mini su Firenze ne è la prova ulteriore. Con Federico Chini, dal 2010 responsabile post vendita, abbiamo rifatto il punto a cinque anni dalla prima intervista.

La decisione di acquisire i marchi BMW-Mini su Firenze quanto influirà sul post vendita Brandini? E sul piano logistico?
La possibilità di acquisire un marchio prestigioso come BMW sulla piazza di Firenze è stata un'opportunità irripetibile. Con i marchi BMW e Mini allarghiamo il nostro portafoglio marchi al premium e questo ci consente da dare un offerta a 360 gradi ai nostri clienti.
Dal punto di vista della logistica inizialmente non avremo impatti significativi, ma stiamo studiando formule che ci consentano di fare importanti sinergie.  

Nel 2013 sui 180 dipendenti dislocati nelle strutture di Firenze, Pistoia, Montecatini, Sesto Fiorentino, Borgo San Lorenzo, Pontassieve e Scandicci, 80 lavoravano nelle cinque officine e nei tre magazzini ricambi del Gruppo. I numeri sono cambiati?
Assolutamente si! Il gruppo Brandini in questi anni oltre al mandato BMW e Mini per Firenze e Pistoia ha acquisito i mandati Peugeot, Citroën e DS per Firenze e ha aperto una nuova sede Fca a Grosseto.
Nel complesso i dipendenti nel 2018 saranno più di 400 e venderemo oltre 20.000 automobili. Come è facile immaginare, crescendo il Gruppo è cresciuto anche il post vendita e adesso le officine dirette sono diventate nove e i dipendenti oltre 150.
La cosa che fa più piacere di questa crescita è l'entusiasmo che si vive in tutto il gruppo Brandini, basta parlare con qualsiasi dipendente e lo si capisce subito.

15 anni di Brandini nel Cdrt testimoniano l'efficacia del sistema distribuzione ricambi del consorzio. Da consigliere Cdrt rileva dell'altro?
La formula AsConAuto è vincente, lo testimonia l'avvio del servizio con Sincro anche nella provincia di Grosseto. Quando siamo arrivati non c'era nessun consorzio e pur essendo partiti da un mese si vedono già i primi risultati.
Certo, per i consorzi più strutturati come il Cdrt l'oggi è sereno, ma ci sono sfide importanti per il futuro. Immagino che a breve ci troveremo a fronteggiare dei problemi organizzativi per mantenere il servizio di distribuzione ricambi per alcuni marchi, ma queste difficoltà certamente ci daranno anche opportunità.

La consegna a domicilio dei ricambi originali non basta a fidelizzare l'autoriparatore cliente. Brandini cosa ci mette di suo?
Brandini ha sposato AsConAuto e la sua policy di incentivazione dei riparatori con viaggi ed eventi per potersi incontrare. Ricordo con piacere che ho partecipato a un viaggio crociera nelle capitali del Nord Europa e sono rimasto stupito di quanto sia stato importante come momento di aggregazione.

Multisede e multibrand, Brandini contava, cinque anni fa, un migliaio di clienti che non acquistavano soltanto ricambi originali e proprio per questo con un potenziale ancora da esprimere. L'indice di fidelizzazione è aumentato nel tempo? Su un marchio premium come BMW che aspettative avete?
Il portafoglio clienti si è allargato ancora, ma ancora facciamo molto poco per cogliere la collaborazione di così tanti clienti/partner. Spero che proprio nella riorganizzazione che potrebbe attenderci con l'arrivo del marchio BMW si sia in grado di soddisfare maggiormente i nostri clienti/partner.

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