Alessandra Ciambellotti:
"Faccio entrare, riparo e mando via"

In principio è il nonno Gino, poi tocca a papà Alessandro, e finalmente ad Alessandra Ciambellotti, titolare dell'omonima autocarrozzeria di Campi Bisenzio (Fi).

Titolare unica?
Siamo in quattro a lavorare e siamo tutti titolari, io e tre persone che lavoravano con mio padre. La carrozzeria è anzianissima, nasce negli anni 50 per iniziativa del nonno quando a Firenze ce ne saranno state al massimo sette, otto. Nasce e cresce in un quartiere di periferia di Campi Bisenzio, in località La Villa. La clientela è fidelizzata, siamo in Via Dell'Olmo da una trentina d'anni, ormai siamo un punto di riferimento... storico.

Magazzino a parte, come fate a concentrare un'attività in cento metri quadrati?
Faccio entrare, riparo e mando via, non accumulo nel piazzale anche se c'è. Siamo sulla decina di auto a settimana, multimarca, dalla Panda alla Porsche.
Lavoriamo molto con le macchine d'epoca, vetture abbastanza rare. Ora, per esempio, abbiamo qui una Vespa 400, una quattroruote Piaggio degli anni 50 (vettura che non ha preso campo per 'colpa' della Fiat 500).
Il servizio lo diamo completo 100 per 100, se il cliente viene e mi dice "pensaci tu", mi appoggio a meccanici ed elettrauto, tutti collaboratori.

Una clientela essenzialmente privata?
Sono abbastanza restia a sottoscrivere convenzioni con le compagnie assicurative: essendo la nostra una struttura datata, con un tipo di lavorazione artigianale, preferisco non standardizzare e non fare entrare figure esterne. Preferiamo rimanere noi la garanzia del cliente.

Vale anche per le compagnie di noleggio?
Quando all'inizio partirono le flotte abbiamo provato a lavorare con i noleggiatori, ma ti impongono tariffe e modo di lavorare e quindi... no. Per avere un margine ci vogliono grandi spazi e grandi numeri.  

Che ricambi montate? 
Il lavoro è lavoro, non possiamo pretendere di lavorare solo con l'originale, che sarebbe uno spettacolo; se entra il cliente con la macchina datata o quello che ha torto e vuole spendere un po' meno dobbiamo andare sul ricambio di concorrenza. Gli acquisti variano di mese in mese: ce ne sono in cui entrano macchine con un danno coperto dall'assicurazione o nuove e allora si monta solo originale.
Si cerca di dare un servizio al top, valutando caso per caso e informando sempre il cliente. Anche quello che lascia le chiavi ed esce deve sapere che tipo di lavorazione verrà fatta sulla sua macchina.

Autocarrozzeria Ciambellotti è cliente Cdrt da quando il Cdrt è nato. Lei c'era alla festa all'Obi Hall per il diciottesimo del consorzio?
C'ero ed è stata una bella occasione per rivedersi anche tra colleghi. Emozionante leggere il nome della nostra carrozzeria sullo schermo, sapere di essere tra i più vecchi clienti del Cdrt.

Ricorda che cosa l'ha spinta ad aderire?
Prima del Cdrt si lavorava a dettaglio: entrava un Volkswagen e dovevo andare a prendere il pezzo di ricambio nella concessionaria Volkswagen.
Quando parlo con Alessio (Vitali, capoconsorzio, NdA) sento che non tanti all'inizio hanno capito, erano diffidenti. Invece io, essendo la nostra una struttura piccolina e vedendo l'impegno di ogni giorno per andare a recuperare i ricambi, ho capito subito che il futuro sarebbe andato in quella direzione.
Il Cdrt è sempre più agile come struttura, ha preso le misure su tante cose, ha miglioranto anche lo smistamento, si vede che è diventata una realtà consolidata. Io apprezzo la doppia consegna (non saltano una volta), la puntualità, il promoter che ti risponde...

A proposito di risposte, come ordina i ricambi?
Devo dire la verità, ordino parecchio per telefono. C'è chi risponde al telefono, chi vuole la mail, chi WhatsApp... abbiamo trovato il modus operandi.

Anche con le concessionarie quando serve assistenza?
In generale direi di sì, poi ci sono i casi in cui non rispondono davvero mai e poi magari nella stessa concessionaria trovi il magazziniere che ti dà il suo numero.
Si tende a standardizzare, ma alla fine dietro c'è la persona.

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