Roberto Vannucci: "In Garage Centostelle
il cliente non è mai un numero"

Il suo tratto distintivo, suo come di suo padre, è evidentemente la disponibilità. "Mi piace parlare con il cliente", conferma Roberto Vannucci, "gli do anche più del tempo che servirebbe. Sono clienti che amano il rapporto con la persona, e forse in concessionaria si sentono un po' dei numeri". Rischio che non corrono in Garage Centostelle a Firenze.

Clienti di vecchia data?
Tanti sono clienti di mio babbo Gianfranco, e poi vengono i loro figli o nipoti, le mogli, i mariti... Mio padre è sempre stato nel settore delle auto, e da quando quattro anni fa è mancato il mio socio, Andrea Boattini, è rimasto a lavorare con me. Siamo partiti nel 2003, in via Castelfidardo a Firenze, e ora siamo contitolari e abbiamo un dipendente, Andrea, che è il punto di riferimento dell'officina. 

E il Garage della ragione sociale?
Perché era ed è un garage, 700 metri quadrati di posteggio sui mille complessivi. È uno spazio adibito a parcheggio ai privati che sono 'automaticamente' clienti dell'officina. Abbiamo più possibilità, ed è la parte che seguo io, di fare vendita di auto nuove e usate. Offriamo anche il servizio gomme, mentre per la carrozzeria ci appoggiamo all'esterno così come per le revisioni, ma qui la verifica prima e dopo la faccio io.
E poi lavoriamo sulle macchine d'epoca: al restauro pensano i carrozzieri, mentre noi ci occupiamo della parte meccanica. È un lavoro un po' diverso, il proprietario di un'auto d'epoca di solito non ha fretta, e per un tagliando ti dà più tempo.

Il posteggio è un filone redditizio?
La nostra è prevalentemente attività di officina, però il posteggio ci copre il 90-95 per cento dell'affitto.
L'anno scorso abbiamo chiuso venti giorni durante il lockdown e in quel periodo il fatturato è rimasto a zero, ma non ha influito in modo drastico su quello complessivo dell'anno. Poi abbiamo deciso di riaprire, i clienti se ne sono accorti e hanno ricominciato ad arrivare uno dopo l'altro.
Oggi ripariamo due-tre vetture al giorno, multimarca, prendo gli appuntamenti secondo il lavoro del meccanico. Rispetto a quando il cliente capitava all'improvviso, ora vedo che qualche d'uno telefona o passa direttamente per fissare l'appuntamento.

Convenzioni con i noleggiatori ne avete?
Stiamo vedendo di fare qualcosa in più, ci stiamo ragionando, anche dei colleghi che ci forniscono le gomme ce l'hanno proposto… ma stiamo ancora valutando perché non vorremmo finire con il trascurare il privato. 

Per la scelta dei ricambi qual è la politica Vannucci?
Dipende dal cliente. Se ci sono vetture tenute bene ma che hanno qualche anno, montare gli ammortizzatori originali costa. Ma per lavori importanti o che riguardano la sicurezza del veicolo, le cinghie di distribuzione per esempio, si va sull'originale.
L'80 per cento dei clienti mi dice "fai te", non mi chiedono nemmeno il preventivo, anche per un discorso di fiducia.

Le si presentano clienti con il ricambio in mano?
Sì ma non li accettiamo. Nel corso degli anni è venuto qualcuno che è stato rimandato indietro e che poi è tornato senza ricambi. Non succede spesso, ma non ci è mai piaciuto quello che arriva, apre il bagagliaio e scarica le gomme… Magari ti ritrovi a fare un lavoro due volte, con i ricambi che non vanno bene, e ti senti pure dire che è colpa tua!

Quando sono originali arrivano in Via Castelfidardo con il Cdrt?
Dal 2006, forse 2007. Mi trovo molto bene con il consorzio e con il promoter di zona, Dante Gori: è una persona sempre disponibile, passa, telefona, ci informa se ci sono nuovi contatti nei magazzini, a volte viene accompagnato da un responsabile della concessionaria o direttamente lui a proporci l'offerta del mese. E non capita qui, chiama per fissare un appuntamento. Dante mi telefona magari lunedì e mi dice: "Mercoledi sono in zona con il responsabile della Würth, posso venire a disturbarti un'oretta?". Non è mai tempo perso.

Com'è il rapporto con le concessionarie?
Per ordinare i ricambi di solito telefono, sono sincero, qualcuno risponde subito e qualcuno no. Se ho fretta o se non mi rispondono, e soprattutto se devo fare un reso, mi collego con ARiA.
Per le consulenze vale il discorso del telefono, alcuni sono più disponibili e altri meno; a volte non parliamo nemmeno sempre con le stesse persone, ci sono meno concessionarie e più grosse, e lì è più difficile avere una persona di riferimento.
Qualcuno è molto preparato, altri, forse perché è meno tempo che lo fanno o lo fanno con meno passione, lo sembrano meno.

Ha detto 'passione' e mi ha fatto venire in mente quella per i go-kart. Corre ancora?
Non più. Ho cominciato tardi, a 16 anni, e per un discorso di età e anche di costi me lo sono potuto permettere fino ai 30. Se vincevo? Più che altro partecipavo! Il kart è molto cresciuto di livello, e anche a un semplice campionato regionale trovi team importanti e strutturati. Lavorando tutta la settimana, non avrei più potuto gareggiare a livello professionistico.

Si è 'consolato' facendo il commissario di gara?
All'Autodromo del Mugello, lo facciamo insieme io e il mio babbo: il campionato del mondo di Moto GP, l'anno scorso la Formula 1, e poi campionati italiani organizzati da ACI, dalla Peroni Promotional, il campionato italiano di motociclismo, la Coppa Italia... È un impegno relativo, parliamo di sei-sette-otto giornate l'anno, ma la passione è sempre tanta.

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