Autofficina Maritozzi di Firenze,
cliente Cdrt della primissima ora

Mi dice che "come per altri miei colleghi il lavoro è calato, tanto", ma per riuscire a scambiare qualche parola al telefono con lui e rinfrescare una vecchia intervista l'ho chiamato sei volte! E non per mancanza di disponibilità, anzi, ma perché il cliente per Umberto Maritozzi ha sempre precedenza assoluta.

Nel 2016 era in Viale Francesco Petrarca a Firenze. La sua officina è ancora lì?
Ancora qui, 140 metri quadrati in affitto. Siamo nel centro storico e non si può toccare niente. La novità, rispetto a tre anni fa quando ero da solo, è che da circa otto mesi ha iniziato a lavorare con me mio figlio Andrea, che ha 27 anni. Diciamo che è... in prova. Faceva tutt'altro, non è semplice partire da zero e imparare a fare il meccanico.

Di padre in figlio, terza generazione in 'Autofficina Maritozzi'?
Con la differenza che io ho seguito mio padre Paolo, che ha avviato l'attività nel 1948, perché mi piaceva. Avevo iniziato le superiori ma non avevo voglia, e quelli erano tempi in cui o studiavi o lavoravi.

Com'è il giro di lavoro oggi?
È calato, tanto. Ci sono giornate in cui non hai il tempo per mangiare un panino e altre più tranquille. Dipende molto anche dal tipo di intervento richiesto: a volte è una lampadina da sostituire o un cambio d'olio, altre per una stessa macchina resti in ballo otto ore.
Entrano auto di tutti i marchi: Fiat, Alfa Lancia... ma sono stato autorizzato Ford per vent'anni, fino al 2008, e sulla piazza mi conoscono come meccanico specializzato.

Il ricambio originale è sempre la prima scelta?
Sempre. Potendo, è preferibile montare l'originale per un discorso di qualità e di sicurezza. Solo se lo chiede il cliente, che magari ha una macchina di dieci anni e vuole risparmiare, ripieghi sulla concorrenza, ma un ricambio di seconda scelta non ti darà mai le stesse garanzie di uno originale. Conosce il detto: "Chi più spende meno spende"? Ecco, per venti euro di differenza non vale la pena rischiare.
Capita che mi arrivino in officina con il sacchetto in mano, con il ricambio comprato su internet, ma io sono contrario, non mi fido, il più delle volte li mando via.

Lei è cliente Cdrt della prima ora. Che effetto le ha fatto 'leggersi' sul grande schermo all'Obi Hall per i 18 anni del suo consorzio?
È stato emozionante. Una bellissima festa, uno spettacolo stupendo.
Ho iniziato a lavorare con il Cdrt nel 2000 e mi trovo benissimo come allora; non ho più la doppia consegna mattina e pomeriggio ma riesco comunque a organizzarmi. Certo se rimettessero il secondo giro potrebbe servire per una riparazione urgente, ma del servizio non posso proprio dire niente, preciso, puntuale...
E poi ho un ottimo rapporto con tutti. Il mio promoter è cambiato, prima c'era Massimiliano Nieddu, che oramai era un amico, e oggi c'è Dante (Gori, riferimento per la zona, NdA), ci conosciamo da quando avevamo 17 anni! Sono tutte persone squisite, disponibili, se c'è un minimo problema ti rispondono subito e si risolve tutti insieme.

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