Pietro Vagli: 64 anni di lavoro,
50 di 'Officina Piero' a Prato

"A settembre saranno 64 anni di lavoro". Avete capito bene. Perché Pietro Vagli, per tutti Pierone per via del suo metro e 75 per 100 chili (oggi sono 'solo' 92), è entrato in officina la prima volta poco più che undicenne. "Ma ero troppo piccolo. Ci volevano 12 anni per fare il libretto; allora mia sorella, che era più grande, chiamò l'Ispettorato del Lavoro e in via eccezionale me lo fecero che avevo 11 anni e tre mesi". Il resto della storia ce lo racconta dalla sua 'Piero Officina' a Prato.

Lei però non 'nasce' meccanico...
Io avevo il babbo che faceva il boscaiolo e da piccino lo accompagnavo nei boschi; lui stimava il valore dei boschi e io lo aiutavo. Quando si ammalò e morì, c'erano gli uomini a tagliare gli alberi mentre io sapevo cosa bisognava mettere in magazzino e cosa portare alle famiglie per alimentare le stufe economiche; ma finiti quei boschi non ero in grado di stimarne di nuovi.
E così, siccome mi è sempre piaciuto fare il meccanico, nel settembre 1955 mi hanno preso in un'officina dove c'erano altri ragazzi che avevano dodici anni, poco più grandi di me.

Una lunga gavetta prima di aprire la sua Officina Piero?
In mezzo c'è stata anche la parentesi Savona, dove sono andato a lavorare insieme a mio cognato quando mi sono sposato, nel 1965.
Sono tornato a Prato perché la seconda gravidanza di mia moglie andava male, il figliolo più grande aveva poco più di un anno, e a Prato mia moglie aveva la sorella e la mamma che potevano aiutarla anche con il piccino; io dovevo stare in officina per portare il pane a casa, potevo cullarlo solo di notte.
È stata una vita di sacrifici, ma anche di divertimento. Quando ho aperto io, il 27 gennaio 1969, si guadagnava, bastava voler lavorare per guadagnare bene, e la salute in quegli anni mi ha aiutato, facevo 20 ore al giorno. Anche oggi a stare in officina mi diverto. I miei operai dovrebbero andare in pensione Giorgio a fine 2019 e Paolo nel 2023. Fossero stati gli anni 70 gli avrei dato le chiavi dell'officina senza volere nulla. Oggi, sempre senza volere nulla, gli farei del male. Meglio che stiamo così. 

Ma non è stufo di lavorare?
Non è che con le mani ce la faccio più, adesso sono qui a fissare gli appuntamenti. Io la mattina alle 6 sono in officina, mi garba venire qui a sistemare le cose e quando arrivano gli operai trovano il lavoro preparato.

Sempre stato in Via Cavour?
Ho avviato non qui ma in Via Genova, uno stanzone di 150 metri, abitazione sopra e laboratorio sotto. Ero solo a lavorare. Nel '71 mi è capitato questo stanzone di 320 metri quadrati a tre passi da dov'ero, intanto avevo comprato casa. "Dio buono è enorme", ho pensato, però il lavoro c'era e lo presi. Io e il mio primo operaio avevamo cominciato a fare un bel po' di lavoro, riparavamo tanti camion, anche soccorso sulla strada con un furgone attrezzato. La sera tornavo a casa, facevo il bagno, mangiavo, andavo a letto e se mi chiamavano in piena notte partivo: Piacenza, Bologna, Milano... sistemavo i mezzi per strada, tornavo a casa e la mattina ero in officina.
Mi sono ingrandito via via, ora sto diminuendo man mano che gli operai vanno in pensione.

Oggi quanto si lavora in Officina Piero?
Ora facciamo anche un po' di elettrauto, l'operaio più giovane segue tutti i corsi possibili. Per l'attrezzatura elettronica noi si è speso tanti soldi, attrezzatura con cui ti promettono che riparerai il 90 per cento delle macchine e in realtà ne fai il 70 per cento.
Ripariamo quello che c'è in giro: adesso ho qui un Mercedes Viano, una Kia Venga, un'Alfa Romeo 147 e aspetto una Fiat 600. Ripariamo auto e veicoli commerciali e anche qualche camion, fino agli 80 quintali.
Cerco di fare su appuntamento, a meno che non capiti l'imprevisto.

Monta ricambi originali? 
Ai clienti quello che gli montiamo noi sta bene, sono clienti che ho da quando ho aperto l'attività, ormai è la quarta generazione che servo. I miei clienti non mi chiedono cosa montare, dicono "pensaci tu". Monto anche di concorrenza - freni, frizioni, filtri... si guarda anche il prezzo per agevolare il cliente - ma con l'originale tante volte si fa più bella figura.

Consegna il Cdrt?
Forse a Prato sono stato il primo cliente, venne qui a parlarmene il magazziniere della Opel, Claudio. Mi servivo da tutte le concessionarie e all'epoca facevo una fattura per ognuno con tanto di ricevuta bancaria (prima ancora si andava, si compravano i ricambi, si pagava e via). Con il Cdrt la cosa che mi ha invogliato di più è stato questo: ricevere tutto insieme e avere una sola ricevuta a fine mese.
Poi, siccome tanti concessionari non sono a Prato ma fuori provincia, non si poteva andare sempre noi, ci vuole un'ora e mezza per andare e tornare da Firenze, e quindi la consegna a domicilio è stato il secondo motivo. Abbiamo due consegne, mattina a mezzogiorno e mezza e verso le cinque del pomeriggio.

Contento del servizio?
Porca miseria, non sono bravi, di più.

E 'Pierone' com'è?
Con i clienti c'è un rapporto di fiducia e di stima. Qualcuno mi dice di fare un po' di pubblicità, ma io la faccio al contrario e dico "Non venite a servirvi da me, costo di più e vi tiro anche due legnate". Arrivano lo stesso…

N.B. Potrete leggere un articolo dedicato a 'Officina Piero' anche su AsConAuto Informa di aprile.

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