Moreno Scardella (Palmucci):
“OTP, benessere assoluto"

L'ultima volta che io e Moreno Scardella ci siamo sentiti, a ottobre 2015, Stellantis non era nemmeno in embrione e i concessionari non potevano immaginare che un giorno si sarebbero interrogati sulla loro possibile trasformazione in agenti. Ma una caratteristica di 'Palmucci', concessionaria FCA con più sedi nelle province di Prato, Firenze e Pistoia, è proprio quella di "saper guardare oltre", per dirla con le parole del Responsabile post vendita. Lo farà anche oggi.

Come sta Palmucci?
Stiamo resistendo. Abbiamo anche, attraverso la società del Gruppo 'Nuova 4M', acquisito il brand Volvo, questo a conferma della capacità di visione a lungo termine dell'azienda.
Le Case madri stanno mettendo in atto una rivoluzione importante, al di là dell'aspetto della trasformazione del motore da endotermico a elettrico; mi riferisco alla volontà di far diventare le concessionarie agenti nell'arco di qualche anno. Tutti i brand Stellantis saranno coinvolti, e se fino a ieri all'apice delle strategie del costruttore c'era la vendita delle vetture, questo aspetto sembra perdere via via di interesse con la conseguenza che i servizi diventeranno preponderanti. In Palmucci già vediamo che l'usato, con la penuria di nuovo che c'è, sta dilagando nel settore vendite. E comunque, chi non si distingue si estingue, noi cerchiamo di resistere per quanto è possibile.

In quanti?
Tra i 50 e i 60 sulle sedi di Prato e Firenze, un numero figlio del ridimensionamento dell'organico attuato negli anni.
In area post vedita abbiamo rafforzato il reparto di ripristino dell'usato con tecnici capaci, rapidi, volenterosi, che permettono all'azienda di mettere in vetrina una quantità di vetture usate soddisfacente a soddisfare la domanda.
Abbiamo anche rivisto gli spazi, rimodernando e potenziando l'officina con altri tre ponti e una squadra che oggi conta un responsabile tecnico e tre meccanici.

Ci sono novità rispetto alla distribuzione dei ricambi?
La concessionaria Palmucci non è coinvolta nel processo che vedrà Stellantis adottare il modello distributivo francese, quindi le Placche; è previsto però che ci possano essere realtà intermedie - i Distrigo, cioè degli affiliati alle Placche - che concorrono a coprire il territorio. Fino a maggio 2023 resteremo sotto l'attuale regime, quindi ordiniamo i ricambi a Casa madre e vendiamo ai service, agli autoriparatori indipendenti e alla rete interna.

Com'è il giro di lavoro in questo tempo di pandemia?
Il 2020 non fa testo, il 2021 è stato in crescita netta sull'anno prima e ci siamo avvicinati ai numeri del 2019, quindi i segnali sono positivi, la rete ha recepito Palmucci come ente distributivo di riferimento.
Abbiamo sempre lavorato sui tre rami - autorizzati, indipendenti, officina interna - in modo equanime, ogni settore è seguito. Stare nel mondo AsConAuto (siamo soci sia del Cdrt sia di DOC Toscana-Liguria), essere presenti in modo capillare sul territorio ci ha premiato. È vero che le difficoltà del cliente finale con problemi di budget penalizza la meccanica, meno la carrozzeria, ma il nostro business è ancora sano. Non prendiamo scorciatoie, non vendiamo ai ricambisti. In questo momento vediamo un po' in difficoltà l'affiliato indipendente, che infatti tende a chiedere più preventivi ma, come le dicevo, anche se i miei clienti di meccanica soffrono di più ci stiamo difendendo.

Come interagite con l'autoriparatore cliente?
Premesso che la proprietà valuta se questa unità di business porta marginalità, cosa che ci rende particolarmente sensibili alle richieste del cliente, posso dire che negli anni i nostri autoriparatori si sono evoluti e noi stessi abbiamo operato una selezione, il furgone del consorzio non si ferma solo perché è di strada.
Abbiamo messo in campo potenzialità come ARiA e mail e linee WhatsApp dedicate al cliente, oltre alla figura del venditore esterno che abbiamo sempre avuto e a cui non intendiamo rinunciare. Sono anni che spingiamo i nostri clienti a utilizzare gli strumenti informatici limitando il ricorso alla telefonata, con la maggior parte ci siamo riusciti.

È soddisfatto del suo gruppo di lavoro? 
Non posso pensare a questo lavoro se non con una impostazione da team, l'unica con cui si può andare lontano. È una squadra di sei persone, amalgamata e ben assortita. Certo i ritmi che impone il lavoro non ci permettono di camminare, dobbiamo correre.

Si sarà goduto ancora di più il viaggio premio in Puglia...
Ne sentivo l'esigenza e ho apprezzato l'invito del capoconsorzio. Anche se è stata una vacanza - con mia moglie e il più piccolo dei nostri tre figli - un viaggio premio offre sempre l'opportunità per fare amicizie professionali, predispone i clienti a conoscenze che possono diventare occasioni di business. Non solo i clienti, parlo in particolare di quelli della nostra zona, erano a proprio agio, in un clima piacevole e costruttivo, ma le persone che accompagnano, i promoter prima degli altri, hanno fatto da trait d'union con i concessionari. Sintetizzando: organizzazione eccellente, partecipazione, grande empatia (e quella o si crea o non si crea), ambiente conviviale, struttura accogliente con personale molto garbato.
Siamo stati bene in senso assoluto. Grazie ai promoter AsConAuto, che hanno capito che non erano 'solo' in vacanza, gli autoriparatori ma anche i loro familiari si sono sentiti appartenenti a un'organizzazione, e la presenza del presidente nazionale Guidi è stato l'elemento in più.
A titolo personale ho apprezzato tutto, e avere avuto una guida capace nelle visite di Alberobello e di Matera ha fatto la differenza. A proposito di Patrimoni dell'Umanità, ma il pasticciotto di Alberobello sarà sotto l'egida Unesco?

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