Il presidente Cdrt Leone,
"pronti a qualunque cambiamento"

"Rimanere presenti sul mercato e sempre pronti a qualunque tipo di cambiamento". È quello che si augura, "da imprenditore", il presidente del Cdrt Giovanni Leone per il 2020 (in home page, intervistato durante Service Show). Intanto, archivia un buon 2019, con "un fatturato di qualcosa superiore a quello dell'anno prima e la soddisfazione sia per quanto riguarda i numeri che per tutto quello che ci sarà da fare".

Acquisire nuovi clienti o spingere sulla fidelizzazione?
L'ideale sarebbe lavorare di più con quelli che sono già nostri clienti, perché ormai abbiamo un rapporto in molti casi storico, ci conosciamo bene.
Lavorare solo con l'originale? Non si ricerca la qualità ma il prezzo, succede un po' per tutto. Ma quando si parla di qualità è evidente che il prezzo non può essere lo stesso di un prodotto che non offre la stessa qualità.

Il 2019 è stato caratterizzato dall'avvento delle Placche, nel 2020 si aggiungerà Opel. Bisogna tranquillizzare i clienti?
Per quanto riguarda il lavoro fatto fino a oggi, il cliente non si è nemmeno accorto del cambiamento. Siamo più preoccupati come consorzio perché perdiamo alcuni concessionari e perché le Placche potrebbero essere viste come una possibilità per vendere più ricambi fuori zona (sia a clienti che non sono clienti del consorzio, sia fuori dai confini del Cdrt). Ne abbiamo avuto sentore. La Placca va gestita bene a livello locale, senza chiamare in causa AsConAuto. Dobbiamo avere la certezza che il lavoro venga svolto come è stato svolto fino ad oggi, nel rispetto del territorio e dei principi del Cdrt.

L'anno scorso aveva detto: "Non abbiamo bisogno di Facebook, ma abbiamo bisogno di essere sui social perché tutti i clienti sono su Facebook". Avete fatto progressi?
Da questo punto di vista siamo ancora indietro, uno degli obiettivi per il 2020 a livello nazionale è proprio legato alla comunicazione. Dobbiamo cercare di fare di più e meglio.
Un esempio: quest'anno il viaggio premio ci ha portati in Madagascar, e abbiamo avuto la possibilità di accogliere nel villaggio un gruppo di bambini AsConAuto Campus da Hell Ville. Una cosa così bella e non riusciamo a comunicare, a coinvolgere i clienti per fare qualcosa in più a favore di questi bambini?

A proposito di AsConAuto, che gliene pare dell'idea del presidente Guidi di creare una rete di riparatori top?
Sono d'accordo. Creare una rete, specialmente una rete AsConAuto, vuol dire premiare chi utilizza ricambi originali, che hanno un qualità e una garanzia diversa dagli altri.

Problemi di 'campanile' nel Cdrt non ce ne sono?
Chi è con noi da quando siamo nati forse non vive benissimo il fatto di passare dal locale al nazionale. Ma ce ne sono che hanno vissuto una parte nazionale perché hanno viaggiato con noi trovandosi con i clienti di altri consorzi; hanno capito che non esisteva soltanto il 'locale'.

La formula vincente è L'Originale ti Premia con un tocco Cdrt? Magari un Service Show seconda edizione?
L'idea di attivare i concessionari perché lavorino con i clienti, officine e carrozzerie, secondo me è vincente, va assolutamente sostenuta. Paghiamo società per avere lead ma abbiamo già una rete di nominativi interessante.
Io credo che dovremmo sviluppare anche delle iniziative mirate ai clienti, sviluppare per loro e con loro un nuovo tipo di business. Service Show, che spero di proporre anche per il 2020, va in questa direzione. Per esempio: gli autoriparatori che necessitano di vetture sostitutive si rivolgono a società che le forniscono di mestiere. Ma le concessionarie le hanno le vetture sostitutive. E allora perché non trovare il mondo di far usare agli autoriparatori le vetture dei concessionari? Magari auto ibride, elettriche, auto ancora non molto diffuse che potrebbero orientare il consumatore per un futuro acquisto. In questo modo l'autoriparatore avrebbe il grosso vantaggio di offrire al proprio cliente una vettura moderna e attuale che non viene offerta da nessun'altra rete.
Bisognerebbe uscire dall'ottica assistenzialista, imparare a fare direttamente noi lavori che sappiamo fare e che garantiscono dei ritorni sia al concessionario sia all'autoriparatore.

Ha sempre tanta voglia di spendersi per il 'suo' consorzio...
La voglia di fare non finirà mai. Quest'anno penso che riattiverò i People, per i concessionari e per i clienti.
Il Cda è sempre d'accordo, non posso dire ci sia una partecipazione estremamente attiva da parte dei concessionari ma il Cda lavora e si adopera perché le cose funzionino.

I 32 uomini della squadra Cdrt sono la garanzia del successo?
Sono i numeri uno del Cdrt. È solo grazie a loro che siamo riusciti a raggiungere certi risultati. Da chi consegna i ricambi ad Alessio (Vitali, capoconsorzio, NdA) passando per Barbara. La macchina consorzio funziona.

È reduce da Service Day. Come le è sembrata l'edizione 2019?
Estremamente positiva, sta crescendo anno dopo anno e questo grazie al lavoro di Guidi. Il successo di quest'anno sta nella maggiore partecipazione dei clienti e nella capacità di alcuni di loro - penso al nostro Maurizio Corsano, di Immediauto - di motivare i colleghi, di dare dei suggerimenti pratici. C'è necessità di vivere la piazza, la piazza virtuale aiuta se si è creata la piazza vera, reale.

  • Post-Covid: Italia ancora senza incentivi
    29 maggio 2020 - Mentre la Francia vara un maxi-piano da 8 miliardi per la mobilità e la Germania si appresta a presentare una manovra analoga, l'Italia per il momento non si occupa di sostegni per il settore automotive facendo vedere nero agli operatori di un settore che, nel complesso, rappresenta il 10 per cento del pil nazionale...

  • Come ci muoveremo 'dopo'?
    27 maggio 2020 - Superata l'emergenza Covid, sette italiani su dieci utilizzeranno l'auto per i propri spostamenti; soltanto uno su dieci tornerà a servirsi dei mezzi pubblici, ritenuti poco sicuri sotto il profilo sanitario; la quota restante si divide tra bicicletta, scooter o moto, bike o car sharing. Complice la crisi economica, per l'acquisto di una nuova auto il 47...

  • Coronavirus: l’incubo Renault
    25 maggio 2020 - Continuano a farsi sentire gli effetti devastanti dell'emergenza coronavirus sul mercato dell'automotive. Questa volta a farne pesantemente le spese è Renault che sarebbe "in seria difficoltà finanziaria" e bisogna agire "urgentemente", perché "può scomparire": questo l'avvertimento lanciato dal ministro francese dell'Economia, Bruno Le Maire...

I cookie ci aiutano a fornire i nostri servizi. Utilizzando tali servizi, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. Informazioni OK