Una cartolina da Santo Domingo
firmata Paolo Campanelli

"Glielo dico da amante della montagna: mi sa che in montagna non ci vado più". Che gli è preso, a Paolo Campanelli, per spingersi a dichiarare una cosa simile? Semplice, il socio titolare di 'Carrozzeria Royalties' di Livorno ha partecipato al viaggio premio AsConAuto a Santo Domingo: "Un'esperienza indimenticabile".

Dica la verità, quante volte andava a controllare il suo punteggio in Area Riservata?
Ci crede se le dico che sono andato a vedere, per curiosità, quando sono rientrato dalla vacanza? È stato Marco, il nostro promoter, a dire a mia cognata che avevamo vinto il viaggio, ma per noi è una cosa talmente normale comprare ricambi originali che abbiamo pensato a uno scherzo.
A Santo Domingo non ero mai stato, ho preso la palla al balzo e ho detto? Chi ci va? Voi, cioè mio fratello e sua moglie, o noi? Si va noi: io, Laura e le nostre figlie (nella foto in home page, NdA). Se mi muovo mi muovo con loro, e sono stato felicissimo che le bambine, che hanno 12 e 10 anni, abbiano visto com'è la vita laggiù.

Siete stati bene?
A parte il villaggio stupendo, era stupenda la compagnia, sembrava che ci si conoscesse da chissà quanto! Mi hanno coinvolto anche nello spettacolo, ma io mi faccio coinvolgere molto facilmente. Ho fatto divertire ma mi sono divertito più io! Abbiamo creato un gruppo WhatsApp e un gruppettino con cui ci troveremo anche dopo le feste.

Intanto, però, è rientrato nella sua Carrozzeria Royalties. Ce la presenta?
Sono stato tra gli imprenditori italiani più giovani: a 17 anni ero già in società con mio fratello Enzo. A quei tempi o studiavi o lavoravi, io lavoravo.
La carrozzeria è stata aperta più di trent'anni fa come ditta individuale, ci siamo evoluti e ingranditi piano piano.
Oggi è ancora un'azienda di famiglia, con dieci dipendenti, in cui siamo soci io, mio fratello e le nostre mogli. Ma la colonna portante è babbo Luigi, che quando è andato in pensione è venuto a darci una mano, è lui l'ago della bilancia.

La sede è quella delle origini?
Siamo partiti in una struttura di 500 metri quadrati coperti, dove siamo ancora oggi, e che era la metà di un capannone; nel tempo l'abbiamo comprato tutto e l'anno scorso abbiamo acquistato anche un capannone adiacente dove faremo officina, gomme e revisioni separate dalla carrozzeria. Creeremo un circuito a U, in modo che si entri dalla parte nuova e si esca da quella vecchia. Nella parte centrale ci sarà un gazebo per la rifinitura, la lucidatura e il lavaggio. In tutto sono 1.500 metri coperti, di cui mille di carrozzeria, e oltre tremila di piazzale.
Vorremmo fare l'inaugurazione prima dell'estate.

Com'è il giro di lavoro?
Da gennaio siamo autorizzati Renault-Dacia, dopo essere stati Lancia per una vita. Siamo stati cercati da diverse concessionarie, ci è piaciuto il progetto che ha Renault, anche se è presto per un bilancio.
Quest'anno siamo sui 4.400 ingressi (1.100 carrozzeria, 1.500 meccanica, 500 gomme e 1.300 revisioni), tranne le auto d'epoca facciamo un po' di tutto: Fiat, BMW, Mercedes... si è sparsa la voce che qui si cura tanto la qualità e arrivano anche macchine importanti. Siamo riusciti a fidelizzare molto il cliente grazie alla qualità, alla trasparenza, al rapporto personale a partire dall'accettazione.

Convenzioni assicurative ne avete?
Non abbiamo accordi con nessuna Compagnia, anche se la maggior parte dei clienti sono clienti assicurativi che vengono già per conto loro. In casa nostra vogliamo decidere noi.

Discorso che vale anche per le Compagnie di noleggio?
Siamo Centro Premium Arval. Lavoriamo con Arval da un anno e stanno canalizzando tanto. Si spera di migliorare il discorso della gestione: sulle auto in 'mid term' gestiamo tutto noi, idem per quello che riguarda i tagliandi; sulla carrozzeria invece la gestione è di Arval.

Rispetto ai ricambi qual è la politica Royalties?
Noi partiamo con l'idea di fare la riparazione con i ricambi tutti originali. Sempre e comunque. Qualche cliente ci chiede i ricambi alternativi, ma noi spingiamo sull'originale; certo, se il cliente insiste e rischiamo di non fare il lavoro...
Sul totale acquisti, comunque, il 90 per cento è originale. Con il non originale, che io conosco poco, si lavora di più e non hai le garanzie e il supporto che ti riconosce Casa madre.

Con il Cdrt chi ha cercato chi?
Ci hanno cercati loro, saranno un quattro-cinque anni; inizialmente eravamo un po' sul chi va là, non capivamo come funzionava il discorso fatturazione, ma è stato un attimo.
Ci troviamo benissimo, e la consegna del ricambio sistematicamente tutti i giorni alla solita ora ci permette di programmare il lavoro.
Questo è un aspetto su cui sobbiamo migliorare: quando ho cominciato davamo appuntamenti a un mese, un mese e mezzo, poi il sistema si è un po' perso e in più adesso tutti chiedono l'auto sostitutiva.

Come ordina i ricambi?
Il grosso per e-mail, così resta anche una traccia, ma dall'anno nuovo voglio provare a fare con Integra.

Delle concessionarie Cdrt cosa mi dice?
Che con qualcuna bisognerebbe rivedere gli sconti. Non le nascondo che mi sono ritrovato a ordinare ricambi fuori provincia proprio per una questione di sconti.
Sul fronte assistenza invece il rapporto è buono. Cerchiamo di essere sempre all'avanguardia come attrezzature, ed essere legati a un marchio vuol dire anche fare corsi di aggiornamento, quindi tante cose ce le risolviamo per conto nostro.

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