Il Service Show del Cdrt,
un evento che apre prospettive

La butta lì con nonchalance, Giovanni Leone, ma quel suo "spero che un domani possa diventare AsConAuto Service Show" la dice lunga sui progetti a medio termine del presidente del Cdrt e sulla riuscita dell'evento che l'1 e 2 giugno ha radunato concessionari e autoriparatori nel parco di Villa Montalvo a Campi Bisenzio (Fi).

'Service Show', ovvero 'Passione e Tradizione', come si legge sull'invito?
Si è trattato di un evento pensato per tutta la filiera, che per essere una prima edizione ha registrato un'adesione interessante, soprattutto per quanto riguarda i clienti: hanno partecipato in 20, oltre ai concessionari Palmucci e Samocar.
Questa edizione ci è servita per mostrare che cosa si può fare tutti insieme. Qualcuno è venuto a trovarci per rendersi conto di che cosa si sarebbe svolto mentre qualcun altro ha preferito stare alla finestra.
Sicuramente chi ha partecipato ha dovuto impegnarsi.
Noi come Cdrt abbiamo invitato i nostri clienti che a loro volta potevano invitare i loro. Ho visto gli autoriparatori che hanno portato cose belle e che si sono divertiti. È stata anche un'edizione che ci ha fatto inquadrare esattamente quello che servirà un domani per trasformare Service Show in AsConAuto Service Show.

Come mai due giorni?
Siamo stati inseriti nella Festa dello Sport del comune di Campi Bisenzio, nel Parco di Villa Montalvo. C'era tutta una serie di attività tra cui la sfilata del Club Ruote Classiche di Prato con cui avevamo preso accordi perché tornassero anche il giorno dopo. Avevamo predisposto un servizio di vigilanza per sorvegliare le macchine che sono rimaste in esposizione.

Tra le foto ce n'è una in cui vi si vede dentro una cappella...
La cappella del parco di Villa Montalvo intitolata a Felice Matteucci, l'inventore del motore a scoppio. Insieme al Club Ruote Classiche di Prato abbiamo creato una sorta di tributo a Felice Matteucci: una sfilata che si è svolta nel parco.

Sono tornati i 'mitici' People del Cdrt?
Diciamo che li stiamo sviluppando in qualche altra situazione. Fondamentalmente è stato un fine settimana in cui abbiamo avuto la possibilità di fare esporre agli autoriparatori delle macchine particolari, di far vedere il loro lavoro: auto d'epoca, auto che loro stessi hanno restaurato.
Un nostro cliente si è presentato insieme alla moglie, tutti e due in abito da cerimonia, con una macchina che noleggia per i matrimoni. E allora ho radunato gli amici del consorzio e abbiamo finto di essere i parenti invitati a nozze. Un imprevisto che è diventato un colpo di teatro.

Come sta il suo consorzio, ancora fresco della festa per il 18esimo di fondazione?
Stiamo crescendo e stiamo cercando di fare delle cose che possano realmente essere utili ai concessionari e agli autoriparatori.
Sabato prossimo, per esempio, come concessionario Samocar sarò da un meccanico di Livorno che ha organizzato un evento per far provare ai propri clienti la Maserati Levante. Magari anche altri concessionari possono iniziare a pensare di coinvolgere i riparatori in attività di questo tipo. Come Samocar sarebbe stato più facile iniziare localmente, ma a noi serve incrementare il lavoro in altre province, anche in quelle più lontane.

Guardare oltre il proprio orticello è guardare ad AsConAuto?
Oggi credo che ci si trovi a promuovere attività all'interno del consorzio di appartenenza perché non c'è una cabina di regia a livello nazionale che ci leghi e ci invogli a fare qualcosa di utile per tutti, o per lo meno non ne abbiamo ancora parlato in modo approfondito.
La maggior parte dei consorzi si limita alla distribuzione dei ricambi originali, ma ce ne sono altri che stanno cercando di stringere una vera partnership tra concessionario e officina e carrozzeria per soddisfare al meglio il cliente finale. La concessionaria che vuole rimanere in piedi oggi deve fare uno sforzo in più nella propria zona di competenza per legare a sè l'autoriparatore cliente con iniziative che vadano oltre il prodotto.

Serve una maggiore attenzione per l'autoriparatore cliente?
In AsConAuto si tende a prestare attenzione più alle esigenze dei concessionari che a quelle degli autoriparatori, ma io credo che dovremmo sviluppare anche delle iniziative mirate ai clienti, sviluppare per loro e con loro un nuovo tipo di business.
Per esempio: gli autoriparatori che necessitano di vetture sostitutive si rivolgono a società che le forniscono di mestiere. Ma le concessionarie le hanno le vetture sostitutive. E allora perché non trovare il mondo di far usare agli autoriparatori le vetture dei concessionari? Magari auto ibride, elettriche, auto ancora non molto diffuse che potrebbero orientare il consumatore per un futuro acquisto. In questo modo l'autoriparatore avrebbe il grosso vantaggio di offrire al proprio cliente una vettura moderna e attuale che non viene offerta da nessun'altra rete.
Bisognerebbe uscire dall'ottica assistenzialista, imparare a fare direttamente noi lavori che sappiamo fare e che garantiscono dei ritorni sia al concessionario sia all'autoriparatore.

La due giorni di Villa Montalvo in immagini

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